giovedì 20 dicembre 2012

Le maschere di ferro


Ogni volta che vedo una maschera mi viene in mente quello che diceva Pirandello.
Per riassumere affermava che ognuno di noi ne indossa una diversa a seconda della situazione che vive.

Per esempio un avvocato avrà quel ruolo sul lavoro, ma a casa cambierà completamente personalità ed atteggiamento nel seguire la famiglia come padre oppure come marito.

Tutto sembra ovvio e normale, ma è chiaro che riflettendo su questo aspetto possiamo chiederci quante maschere indossa un uomo nel corso della propria vita, quante persone siamo ?

Forse non tutti sano che il termine personalità deriva dalla parola latina persona che significa proprio maschera. 
Nel mondo greco era lo stesso, anzi i greci inventarono addirittura il teatro delle maschere, ma qui il discorso si complica.

Insomma, se vogliamo cercare di capire chi siamo, forse bisognerebbe comprendere che dentro di noi esistono infinite personalità o maschere, che indossiamo a seconda del momento e della persona che abbiamo di fronte.

Dentro di noi vi sono infinite pulsioni, desideri a volte contrastanti, con magari la mente che si butta a destra ed il cuore a sinistra. La confusione regna sovrana, come se in noi albergasse una nazione sul punto di subire un colpo di stato.
Ed è una continua trattativa con sé stessi, giorno dopo giorno. Una lotta intestina che poi portiamo fuori di noi, contro il mondo intero.

Non è facile essere felici in questo modo, no ?

Uno dei segreti del carnevale è proprio questo, ci permette di indossare UNA sola maschera, e di dimenticare questo caos, anche solo per un istante.
Essere noi stessi, o meglio quella moltitudine di personalità che ci caratterizza, stanca...

Il fatto è che ci consideriamo degli individui, ma forse la  semplice realtà è che ognuno di noi è una folla.


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